Varroasi

Varroasi

Le pratiche di allevamento dell’ape (Apis mellifera L. Spinola) sono passate dall’essere un patrimonio di conoscenze da tramandare in eredità di generazione in generazione, fino a diventare un’arte che si è rinnovata nel tempo, utile a dare un profitto. Recentemente si è anche rilevato il ruolo primario dell’insetto sociale nella salvaguardia e nella gestione del territorio, tramite l’impollinazione.

varroa_favoPurtroppo negli ultimi anni, il settore è stato segnato da una serie di problematiche di ordine sanitario, ascrivibili a patologie e parassiti introdotti accidentalmente da altri Paesi che hanno comportato gravi fenomeni di indebolimento degli alveari. La varroasi, agente eziologico Varroa destructor Anderson & Trueman, è attualmente considerata la più grave parassitosi dell’ape, divenendo, da un ventennio a questa parte, il flagello degli apicoltori Italiani ed Europei, con perdite di numerose famiglie di api.

Gli studi sulla sua natura e biologia si moltiplicano di anno in anno, con la sperimentazione di nuovi formulati e l'introduzione di tecniche particolari e specifiche. L’eradicazione di V. destructor è da considerarsi non realizzabile a causa di diversi fattori, tra cui la carenza di mezzi dotati di adeguata efficacia, facilità ed economicità d’uso, sicurezza per gli operatori e reperibilità. Inoltre, a peggiorare la situazione si sono aggiunti fenomeni di resistenza del parassita a diverse molecole acaricide utilizzate in passato e la loro tendenza ad accumularsi nei prodotti dell’alveare. Sono note da tempo la correlazione tra varroa e infezioni virali ed al ruolo della varroa come vettore e attivatore di virus e più volte è stata constatata la possibilità che il collasso della famiglia sia da attribuire a forti infezioni da virus, come il virus delle ali deformi (DWV) o il virus della paralisi acuta (APV) quale evento terminale di una infestazione da varroa non controllata. Più in generale, negli ultimi anni è stata data molta attenzione alla ricerca di virus in campioni di api e di covata con disturbi legati allo sviluppo, spopolamento, malformazioni o mortalità, anche in assenza di varroasi o di altre comuni malattie, allo scopo di comprendere ed approfondire il ruolo delle virosi in correlazione con molteplici altri fattori di natura infettiva e non (ambientali, tossici, manageriali, climatici etc.), anche nel tentativo di dare una spiegazione razionale al fenomeno di spopolamento definito CCD (Colony Collapse Disorder), da cui in italiano “Sindrome dello spopolamento degli alveari”.

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